Il Museo Centovalli e Pedemonte: una perla immersa nella verde Svizzera

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Nel nostro immaginario collettivo, la Svizzera è uno dei Paesi che meglio riesce ad incarnare l’idea del benessere e della qualità della vita. Quando pensiamo ai suoi paesaggi caratteristici, alle montagne, ai laghi e ai piccoli centri abitati che sorgono sulle rive di queste incantevoli riserve d’acqua, subito ci rendiamo conto di come si possa vivere bene nel progresso anche in una nazione che non sia costellata da metropoli o da città di grandi dimensioni. Ed è proprio questa tipica struttura a misura d’uomo che rende molti centri abitati elvetici la chiave per affacciarsi al futuro mantenendo vive le tradizioni di una volta, quelle che hanno forgiato il carattere e lo spirito del popolo elvetico. Tra i vari musei, sparsi per il territorio, ce n’è uno ad Intragna che può essere definito una piccola perla della storia e del territorio della zona. Il Museo regionale delle Centovalli e del Pedemonte si trova infatti in questo ameno villaggio che sorge su una piccola altura rocciosa, proprio nel punto in cui confluiscono i fiumi Isonzo e Melezza.

Nel nostro immaginario collettivo, la Svizzera è uno dei Paesi che meglio riesce ad incarnare l’idea del benessere e della qualità della vita. Quando pensiamo ai suoi paesaggi caratteristici, alle montagne, ai laghi e ai piccoli centri abitati che sorgono sulle rive di queste incantevoli riserve d’acqua, subito ci rendiamo conto di come si possa vivere bene nel progresso anche in una nazione che non sia costellata da metropoli o da città di grandi dimensioni. Ed è proprio questa tipica struttura a misura d’uomo che rende molti centri abitati elvetici la chiave per affacciarsi al futuro mantenendo vive le tradizioni di una volta, quelle che hanno forgiato il carattere e lo spirito del popolo elvetico. Tra i vari musei, sparsi per il territorio, ce n’è uno ad Intragna che può essere definito una piccola perla della storia e del territorio della zona. Il Museo regionale delle Centovalli e del Pedemonte si trova infatti in questo ameno villaggio che sorge su una piccola altura rocciosa, proprio nel punto in cui confluiscono i fiumi Isonzo e Melezza.  Il pane, il vino e le tradizioni di una volta Il Museo è ubicato all’interno di un palazzo patrizio risalente al 17° secolo. Rinnovato nel tempo, è dislocato su tre piani e suddiviso in 21 stanze. La struttura dell’edificio è affascinante e si fonde alla perfezione con il contesto geografico e naturalistico: le linee sono eleganti ma semplici, la geometria regolare degli archi e il giardino attorno ci ricordano che siamo nel Paese in cui l’ordine e la natura lussureggiante sono due tratti distintivi. Finalità principale del Museo, aperto al pubblico dalla fine degli anni ’80, è quello di mantenere e tramandare la memoria storica e culturale del luogo e della popolazione locale (non è un caso che il Cantone a cui appartiene Intragna, il Canton Ticino, lo abbia riconosciuto a pieno titolo come “museo”).  Una delle attività economiche principali di questa zona è stata per decenni l’agricoltura che, come accaduto in molto altri Paesi, ha subito una crisi con l’avvento dell’industrializzazione nella metà del ‘900. In questa sede espositiva è possibile quindi rivivere quelli che erano gli stili di vita, le tradizioni e le usanze dei tempi passati. Il forno a legna ad esempio è da sempre il simbolo delle tradizioni contadine di una volta, quando la preparazione e la cottura del pane erano momenti di convivialità: non era solo il fatto di mangiare qualcosa di buono e saporito, ma di farlo insieme assieme alla famiglia, agli amici, ai vicini. Ed è proprio questo il tratto che si cerca di riscoprire da quando il forno è stato riattivato, nel 1991 per essere messo in funzione nel contesto della festa Panevino che si svolge tutti gli anni a settembre. Un piacevole tuffo nel passato nel cuore delle Alpi svizzere!

Il pane, il vino e le tradizioni di una volta

Il Museo è ubicato all’interno di un palazzo patrizio risalente al 17° secolo. Rinnovato nel tempo, è dislocato su tre piani e suddiviso in 21 stanze. La struttura dell’edificio è affascinante e si fonde alla perfezione con il contesto geografico e naturalistico: le linee sono eleganti ma semplici, la geometria regolare degli archi e il giardino attorno ci ricordano che siamo nel Paese in cui l’ordine e la natura lussureggiante sono due tratti distintivi. Finalità principale del Museo, aperto al pubblico dalla fine degli anni ’80, è quello di mantenere e tramandare la memoria storica e culturale del luogo e della popolazione locale (non è un caso che il Cantone a cui appartiene Intragna, il Canton Ticino, lo abbia riconosciuto a pieno titolo come “museo”).

Una delle attività economiche principali di questa zona è stata per decenni l’agricoltura che, come accaduto in molto altri Paesi, ha subito una crisi con l’avvento dell’industrializzazione nella metà del ‘900. In questa sede espositiva è possibile quindi rivivere quelli che erano gli stili di vita, le tradizioni e le usanze dei tempi passati. Il forno a legna ad esempio è da sempre il simbolo delle tradizioni contadine di una volta, quando la preparazione e la cottura del pane erano momenti di convivialità: non era solo il fatto di mangiare qualcosa di buono e saporito, ma di farlo insieme assieme alla famiglia, agli amici, ai vicini. Ed è proprio questo il tratto che si cerca di riscoprire da quando il forno è stato riattivato, nel 1991 per essere messo in funzione nel contesto della festa Panevino che si svolge tutti gli anni a settembre. Un piacevole tuffo nel passato nel cuore delle Alpi svizzere!



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